GIURO DI ESSERE FEDELE… di Serena Laporta

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GIURO DI ESSERE FEDELE… di Serena Laporta

Schiffio Schiffi apparve per la prima volta in Italia nel 1935. I primi decenni del secolo passato avevano visto la nascita e l’incremento della pubblicazione dei fumetti, essenzialmente strisce su periodici, dapprima importati dagli USA poi disegnati anche in Italia. Sono gli anni del Corriere dei Piccoli, di Intrepido, Avventuroso, Monello.  Tra i cartoons di importazione ebbe enorme successo Popeye The Sailor Man, che nella traduzione italica perdette la sua connotazione marinaresca per divenire Braccio di Ferro, enormi  bicipiti gli si gonfiavano mangiando spinaci ogni qualvolta occorreva tirare cazzotti al cattivo di turno, quindi un personaggio con una chiara connotazione eroico/giustizialista che usava la forza bruta per risolvere ogni problema, perfetto esempio della virilità  celebrata  come modello in quei primi decenni del ‘900.  Il suo amico e caratterialmente antagonista, era J. Wellington Wimpy, che a sua volta tradotto non soltanto perdette la connotazione del debole (wimpy) ma addirittura gli vennero affibbiati nome e cognome sinonimi di repulsione e disgusto, di schifo, divenne l’italiano signor Schiffio Schiffi, perché negli anni eroici di Mussolini essere deboli, non lavorare, avere appetito, scroccare il pasto e raccogliere sigari fumati, era uno stigma. Ma si sa che l’esercizio della lingua è sempre strettamente connesso a tentativi di identità in ogni epoca e per questo negli anni seguenti la guerra Schiffio venne archiviato insieme al modello virile osannato dal dittatore per divenire il più accettabile e simpatico Schiaffi Schiaffi per poi approdare alla generalità giunte fino a noi di Poldo Sbafini.  Aldilà del nome che cambia col variare dei regimi, Poldo rimane un parassita sociale, uno che non lavora e non paga, consuma tanto a scapito di altri, è pigro, ma parla tanto, parla continuamente come un venditore di pentole perennemente al centro di una fiera di paese, e mangia, mangia, e beve, perché è tutto ciò che vuole nella vita, e trova sempre il modo di ottenerlo “ti pagherò martedì il panino di oggi”.

Poldo Sbafini si è miracolosamente incarnato in Matteo Salvini, classe 1973, di professione ignota, seppur ufficialmente e inspiegabilmente iscritto all’Ordine dei Giornalisti, Senatore della Repubblica, Vicepresidente del Consiglio, Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture dal 2022, dal 2013 segretario successore di sé stesso ininterrottamente del partito della Lega Nord, poi affiancata dal partito personale Lega per Salvini Premier, quando le percentuali di voto lo portavano, in sogno, a tuffarsi in un mare di  mojito dove galleggiavano panini imbottiti.  Ottiene il primo incarico politico nel 1993, appena ventenne, come consigliere comunale a Milano dove vi rimase per diciannove anni, tante legislature, poi diviene europarlamentare, ministro in più governi di più orientamenti. Una cavalcata politica impressionante. Un uomo organico ai gangli vitali della politica, prima di Milano, poi della Lombardia, poi del Triveneto, poi del centro di Roma Ladrona, infine, su suggerimento del suocero Verdini,  o Verdoni se rimaniamo nel fumetto, si apre a tutto il Paese, al Sud, quello di Napoli Colera e Sud Parassita con il progetto politico Noi con Salvini.  Un uomo delle istituzioni, un capitano della Repubblica di cui neppure l’orgogliosa Meloni può fare a meno. Impressionante parabola di un banditore, oggi mediocre giocoliere a cui cadono i birilli dalle mani quando dichiara con candore “non ne sapevo niente” parlando dei tagli alla scuola della nuova finanziaria. Potremmo credere al candore di questo nostro immeritato vice primo ministro  se non sapessimo delle elezioni farsa del Parlamento della Padania del 1997 in cui si presentò come capolista dei Comunisti Padani, delle mozioni con proteste di piazza per rimuovere addirittura i Prefetti (il Prefetto di Milano aveva rimosso il sindaco leghista di Lazzate per disobbedienza civile avendo indetto autonomamente  i Concorsi Padani), dello sgarbo  sciocco a Ciampi Capo dello Stato a cui dichiarò di non stringere la mano “non sentendosi rappresentato” e via via, anno dopo anno, giorno dopo giorno nello sgranarsi delle sue teorie, tabelline snocciolate a fior di dita,  e le prediche, i proclami,  i simboli sacri, gli slogan – prima il nord, meno Europa, la pacchia è finita, meridionali parassiti, più Italia, mandiamoli a casa, stop  invasione , e tac,  ecc… –  , tutte padelle dal finto fondo antiaderente, tutti luoghi comuni sempre mirati ad esercitare una costante pressione politica sull’elettorato, il suo, ad oggi ristretto come un vecchio pullover infeltrito.   Salvini da segretario fa virare la Lega dal verde al nero, sempre più nero, euroscettico antieuropeista sceglie definitivamente l’estrema destra e nel 2013 con Marine Le Pen lancia il grande fronte antieuropeo, conservatore, nazionalista, anti-islamista, protezionista e pro-famiglia. E cristiano, con i cui tutti principi rimane in costante contraddizione per condotta personale – Sbafini-Salvini porta ed esibisce il crocifisso, ma Gesù era un rivoluzionario che voleva capovolgere l’ordine costituito del suo tempo e far diventare primi gli ultimi, non difendere mercati, nazionalismi o uomini forti e pieni poteri, per Gesù i poveri sono al centro, come accogliere lo straniero, diffidare dall’idolatria, addirittura amare il proprio nemico.  Ma Salvini, in buona compagnia di Meloni, Trump, J.D. Vance e tutta la combriccola vivono con disinvoltura la propria personale contraddizione morale col messaggio cristiano di cui fanno scadente ma avvincente propaganda, almeno fino ad oggi. La famiglia tradizionale, mamma papà bambino, è l’altro core business di questi fenomeni – Salvini è separato e ha più figli da madri diverse, Meloni è madre ma non ha una famiglia tradizionale come vorrebbe che avessero tutti gli altri italiani, Trump non ne parliamo ma sappiamo che si fa benedire prima di sganciare bombe, J.D. Vance ha sposato un’immigrata di religione induista,  Peter Hegset ha avuto 3 mogli, Alice Veidel  di Adf vive una relazione lesbica avendo sposato una immigrata dello Sri Lanka, Merine Le Pen ha divorziato due volte, questi sono tutti buoni cristiani  con il crocifisso appeso al collo,  come Salvini predicano remigrazioni, carcere duro, contrazioni dei diritti, e  anche Gesù mamma papà bebè. Questi buoni cristiani mangiano panini farciti preparati da schiavi, usano tecnologie costruite da schiavi, accumulano ricchezze sul lavoro di schiavi.

Poldo Sbafini -Salvini   si è presentato più volte al cospetto del Capo dello Stato e pur di ottenere il panino imbottito oggi e domani e poi oltre, ha dichiarato solennemente “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le leggi dello Stato”, incredibilmente eletto e rieletto democraticamente dal popolo sovrano a cui presenta i suoi programmi come fosse un menù a la carte , scegli liberamente cosa vuoi e io te la servo: ponti sullo stretto, superamento legge Fornero,  flat tax, autonomie, sicurezza tanta sicurezza. In nome del popolo sovrano Poldo Sbafini-Salvini non lavora ma continua a gozzovigliare, si nutre di ogni scoria della cronaca, raccoglie ogni rifiuto, ogni scarto, ogni lerciume, come un animale necrofago attende una carcassa disponibile per farne messaggio pop al punto che il Vocabolario Treccani conia il neologismo “salvinata” – significato: avere risalto tramite indicibili idiozie.

Essere Poldo Sbafini-Salvini comporta fare il ministro per 17 anni, comporta dover sistemare comodamente col fisco un debito  di 49 milioni di panini mangiati a sbafo dal suo partito, comporta fare il vice della Meloni, che significa in definitiva  cialtroneggiare,  fare opposizione anche ai propri consoci, ma anche prendere inutilmente posizione su tutto escluso su ciò che realmente gli compete, cioè infrastrutture e trasporti, perché troppo faticoso, meglio concorrere fra simili mediocri, arrancare, mistificare  e, vedendo la propria popolarità crollare, fare quello che meglio si sa fare, bluffare e rilanciare con fantomatiche riforme, per  dimostrare ogni giorno di contare qualcosa al grasso trogolo della politica  rivendicando  il proprio quotidiano panino farcito promettendo di pagarlo dopodomani.  E a furia di rimestare nel torbido, nella cloaca degli aspiranti alla mensa, come un teppistello di strada si fa nuovi amici scaltri, vecchi catorci meridionali sull’orlo del fallimento politico, ex generali affamati al pari suo mandati come cavallo di Troia nel vituperato Parlamento Europeo, tutti sgangherati dalla credibilità pari a zero ma accomunati dalla speranza di nuovi bacini elettorali, nuove prospettive allettanti, nuove tavole imbandite ricche di succulente pietanze condite essenzialmente da sentimenti razzisti giustizialisti e antidemocratici. Ora che i leghisti lo hanno riconfermato segretario di partito in un congresso semi-farsa ha deciso di eliminare “Salvini Premier” dal simbolo nel tentativo non di frenare l’emorragia di consensi, ma solo per non doversene fare carico quando le percentuali diverranno insopportabilmente basse anche per una faccia di Poldo.  Salvini –Sbafini, con il suo invidiabile carico di voti ne ha “cannate” talmente tante da meritarsi una pagina facebook dedicata espressamente a salvare l’ultimo suo neurone.  Salvini-Sbafini con la sua velenosa macchina di propaganda, non dimentichiamo la Bestia, la sua spiccata capacità di parlare, predicare, vendere promesse come fossero pentole, fare informazione, o meglio controinformazione, ha significativamente contribuito al tentativo di demolizione del senso comune di affidabilità nella democrazia, tentativo vano e inutile, perché le proteste di giovani e lavoratori di questo provvido autunno unitamente al risultato delle  elezioni di medio termine americane ci restituiscono fiducia, conforto e insegnamento di quanto non ci si debba rassegnare alla parabola della dissoluzione del sistema democratico.   Salvini-Sbafini, ambizioso soprintendente allo svolgimento del rito della peggiore politica della destra populista, coordinatore di tempi, banchetti, eventi, retoriche, riti, annunci, interventi, potrebbe, come un ufficiale di loggia, avviarsi verso la sua migliore ultima collocazione, quella di Maître de cérémonie funéraire.

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Redazione

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  1. grazie Rosy,sei una lettrice veramente attenta e perspicace. complimenti....a nome di tutta la redazione di Querce.news