Il dollarismo –  Michele Massimiliano Mangiullo                                                                                                                                                                      

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Il dollarismo –  Michele Massimiliano Mangiullo                                                                                                                                                                      

Automi di cartapesta invincibili, sceriffi di un far west lontano nel tempo fuori sincrono con il nostro battito cardiaco, colonizzatori di sistema su galeoni satellitari, finanzieri rampanti mascherati da hot dog e lattine sciroppate…the american people… grasso che cola, scellerata teoria descrittiva reaganiana tuttora seducente per esseri umani avidi, famelici assetati di   opulenza ed ostentazione del materialismo simbolico.

Uno Stato frutto di un genocidio perpetrato nei confronti dei poveri nativi, oggi relegati in delle umilianti riserve, secondo me funesto presagio di ciò che accadrà ai cari fratelli palestinesi. Il confederato d’oltreoceano guidato da mani sioniste non ha riconosciuto il Messia e lo sta ancora aspettando. Crede solo nel dollaro, misera carta sporca, intrisa di segni massonici a cui fanno riferimento gli illuminati (o fulminati) detentori di segreti nebulosi, circondati da un alone quasi messianico. Tracciano un solco, impongono una sola direttiva e tutto il mondo deve adeguarsi al diktat imperiale. Il mare nero e la pietra gialla azzerano coscienze altamente sensibili e seducono la parte mefistofelica dell’inconscio a stelle e strisce, ed ecco la genesi della dollarocrazia. La legge di bilancio di Trump, ribattezzata One Big Beautiful, ha trasformato l’agenzia ICE, dal grilletto molto sensibile, nel corpo di polizia più finanziato in assoluto.

Il dollaro vera e propria macchina da guerra, il dollaro nutriente proteico di una superpotenza ai vertici di un sistema piramidale a base capitalistica e conduzione dittatoriale, in barba ai sani principi della tanto decantata democrazia. La legge del più forte, il number one, il vincente, il self made man, questi riferimenti lasciano l’americano medio in perenne stato di apparente ontogenesi dove si stabilizza una visione distorta della propria condizione.

Il termine dirimente per sviluppare questo pensiero è “la Realtà”. Purtroppo il colonizzatore a stelle e strisce ti propina la vendita di un sogno presentandoti su un vassoio d’argento una sorta di vita ideale piena di agi, sicurezze , fotografie di sorrisi con denti bianchi  in bellavista e fisici ai limiti della perfezione rivestiti da tessuti ricercati ,il tutto inscatolato in una lucente villetta bianca circondata da uno splendido prato inglese…e così tutti vissero felici e contenti .Bene!!Anzi sfugge qualcosa….uno strano “drinn driiinnn” in crescendo, ma cos’è? Cos’è questo rumore che obbliga il povero Yankee nella solitudine più cupa ad alzarsi in una putrida stanza di una megalopoli, a saltare la colazione e avere per pranzo  un triste e cancerogeno hot-dog per poi tornare a casa dopo un massacrante turno di lavoro e dimenticare in un bicchiere  il giorno vissuto…cos’è questo maledetto rumore in crescendo che sta sollecitando i nostri sensi tanto intorpiditi da alienarci dalla realtà?…Nel nuovo continente non è presente nulla di ciò che è già stato nella vecchia e cara Europa. Hanno solo questo maledetto rumore democratico che esportano ovunque ci sia qualcosa da predare per poi lasciare carcasse sociali sulle quali far  banchettare avidi ”ras di quartiere” su invito del sistema capitalistico in virtù del quale è tutto lecito. Ecco il boato  che sta svegliando le nostre coscienze proprio come la sveglia del mattino per il povero  operaio yankee disilluso dal sistema e raggirato da un mondo che bleffa in continuazione come se la vita fosse un perenne poker.

Un rumore sinistro  che spegne sorrisi e accende candele, un rumore che sanguina nelle emozioni di noi spettatori passivi  assuefatti al dolore e narcotizzati da un companatico di media e lussi modesti a cibare la nostra famelica voglia di apparire. Il dollarismo dettato dallo zio Sam infetta le nazioni, inaridisce la creatività, soffoca la vitalità, stimola l’appagamento, spinge alla solitudine, annulla l’indipendenza, carica il grilletto ed uccide la vita mentre tu sorridi davanti ad una sit- com…this is the end, beautiful friend, this is the end, my only friend, the end.    

Michele Massimiliano Mangiullo                       

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Redazione

2 thoughts on “Il dollarismo –  Michele Massimiliano Mangiullo                                                                                                                                                                      

  • Uno schiaffo necessario al perbenismo! Scrittura densa, immagini fortissime e una lucidità rara nel leggere il mondo di oggi. Mi è piaciuto molto, continua così.

    • grazie Rosy,sei una lettrice veramente attenta e perspicace. complimenti….a nome di tutta la redazione di Querce.news

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  1. grazie Rosy,sei una lettrice veramente attenta e perspicace. complimenti....a nome di tutta la redazione di Querce.news