I cacciatori di vento

I cacciatori di vento

di Serena Laporta – – –

Dopo aver vissuto in una ridda stordente i giorni infuocati e senza vento in cui tutti eravamo Ulisse in cerca degli otri  perduti di Eolo,  maledicendo  l’estate, lottando con volanti arroventati, condizionatori in panne, black out improvvisi come le peggiori disgrazie, finalmente usciamo dalla bonaccia, arriva il maestrale. Perché il Salento è anche vento, ientu. Possiamo finalmente godere delle bellezze del territorio senza il rischio di perdere i sensi per troppi sali sudati.

In quel fantastico tratto di costa sull’Adriatico, sottratto alla speculazione edilizia perché dichiarato Riserva Naturale Statale, l’Oasi WWF Le Cesine, appena 400 ettari a pochi chilometri da Vernole, si ritrovano da sempre, in ogni stagione, nelle giornate di grande vento i kytesurfer, i cacciatori del vento, appassionati di mare di sole e vento, il concentrato della migliore offerta del nostro territorio. Oltre l’immenso arenile, nero rovente come carbonella in un braciere, ci sono i boschi, l’odore delle pinete e della macchia mediterranea, il concerto delle cicale in preda al ballo di San Vito, lo scricchiolare delle foglie secche sotto le infradito, le auto sono lontane, lidi attrezzati musica aperitivi miracolosamente ancora quasi del tutto assenti e rigorosamente ai margini del parco.

Gli appassionati di kytesurf arrivano da tutta Europa, seguono le mappe del vento, sanno che arriverà, così si appostano con i loro caravan tra l’Oasi e Torre Specchia Ruggieri, viaggiano in gruppo, sono dei veri clan come gli harleysti,  hanno caratteristiche tipiche, come non essere giovanissimi per esempio, le loro donne portano sempre  bandane colorate per salvare i capelli dal vento e dalla salsedine, non portano altro in spiaggia tranne le ingombranti attrezzature di questo meraviglioso sport, non ci sono borracce, borse frigo, ceste, teli, sostanze abbronzanti, solo chilometri di cordicelle che pazientemente devono sbrogliare prima di entrare in acqua  con i loro aquiloni  e minuziose procedure per gonfiarli, connetterli ai cavi e trainarli sulla sabbia,  lo stesso quando devono andar via, qualcuno ha un cane che vive nella contemplazione dell’eroico padrone. Alcune teste grigie, poche pance, volti arrostiti dal sole dalla salsedine e dal vento, quando non sono in acqua insegnano ai loro ragazzini come indossare giubbini di salvataggio, mute, guanti, elmetto, i segreti per inforcare correttamente i piedi nella tavola, la giusta energia per trattenere la vela e orientarla come vuole il vento, come sollevarsi e volare con l’aquilone e se non si è sicuri di planare correttamente come lasciarsi cadere in acqua. Tutte queste pratiche ovviamente hanno dei nomi specifici, rigorosamente english, e richiedono anche tanto allenamento e una certa energia fisica, ma chissenefrega, sono belli da vedere, da guardare, sono il sogno di Leonardo realizzato.

Oasi Le Cesine Pos. GPS 40.350098, 18.336225

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Redazione

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  1. grazie Rosy,sei una lettrice veramente attenta e perspicace. complimenti....a nome di tutta la redazione di Querce.news