La vigilia con le querce

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La vigilia con le querce

di Virginia De Giuseppe

E cosi la mattina della vigilia di Natale mi trovo a scrivere un articolo per Querce News, che, da impegno redazionale, andava presentato il 20 Dicembre, ma è uno di quei rari casi in cui un lieve ritardo anzi ne avvantaggia l’esito, nel senso che in tal modo assume una valenza più significativa.

Trovarsi a scrivere per Querce la vigilia di Natale, significa inevitabilmente parlare di Querce stesso, mi spiego. È un giornale per ora online nato all’inizio del 2025, esattamente a febbraio, dalla mente di mio padre e di alcuni suoi amici e amiche. Io come una piccola Atena nata a mia volta unicamente dalla sua mente, non potevo non trovarmene coinvolta e in qualche modo investita, perché così vanno le cose nell’allegorico Olimpo: se nasci dalla testa di Zeus, non puoi che trovarti poi colpita da tutto ciò che ne deriva, che sia la grande distribuzione o la letteratura, la cinematografia o il calcio, i Pink Floyd o la responsabilità sociale d’impresa, la politica dei Verdi o le statistiche dei reparti di supermercato, che differenza fa?

Non per autocitarmi ma ho scritto un libro, non ancora pubblicato insieme ad altri molti miei libri non ancora pubblicati, chiamato “I figli del capo“. È un saggio di quasi 200  pagine su tutte le fortune ma anche le conseguenze che comporta essere figli di personalità immense, ne analizzo gli enormi privilegi ma anche le difficoltà, tra cui in primis nel mio caso l’essere fermati dalle 10 alle 20 volte al giorno (non esagero) da persone che vogliono parlarmi di lui: uno ne ricorda gli esordi in politica, un altro vuole complimentarsi che è ancora un bell’uomo -questa è di ieri-, c’è chi vuole vantarlo come scrittore e chi ti chiede di lui per avere il suo ultimo libro, chi vuole analizzarlo dagli esordi della Standa ad oggi, chi semplicemente lo sta cercando per parlargli di una cosa urgente di lavoro e quindi con altrettanta urgenza devo metterli in contatto,  chi si ricorda di lui per la primavera 78, chi ha appena letto il suo ultimo articolo e vuole commentarlo con me perché ne è rimasto colpito, e così via. Io a mia volta ne parlo sempre con super piacere e a mia volta con ammirazione o efficienza a seconda del caso, ma giusto per fare una statistica facciamo una media di 15 volte al giorno, per 365 giorni, fa dunque 5.465 volte all’anno in cui fermarsi comunque ad ascoltare il prossimo, che ripeto è piacevolissimo ma rischia di diventare a sua volta un lavoro nel lavoro:

“Che lavoro fai?”
“La figlia di Alfredo”.

Ecco, non so perché volevo fare un articolo freddo e giornalistico in cui descrivo l’anima di Querce e la sua cronistoria, e mi ritrovo a mettere sul piatto la mia stessa anima che tra l’altro dà i numeri. Mha.

Torniamo a Querce, dunque: nasce una decina di mesi fa, e quando ho sentito di questo progetto mi è piaciuto dal primo minuto. Abbiamo fatto vari incontri telefonici con la redazione composta da persone e professionisti veramente validi.

È un giornale ancora mai e dico mai pubblicizzato in nessun modo, né online, né dal vivo, né sui social media, neanche per passaparola. È pertanto un gioiello ancora allo stato embrionale, un diamante grezzo appena estratto dalla caverna e non ancora lavorato, quindi non commerciale. E per i veri romantici quali maledettamente io sono, le cose veramente preziose sono così, nascoste, segrete e vere, non mercatali. Io stessa mi ritrovo sia a dare consigli al direttore padre su come farlo partire davvero (con un bravo social media manager, sponsor e vari) sia a capirne la bellezza nel codificarlo proprio così, com’è ora, come racconto che sgorga dalla sorgente e resta nell’etere astratto.

In fondo anche i miei libri, a proposito unendo le due cose, li ho “bloccati” proprio a un punto simile: li ho scritti, sono lì pronti da anni, e non ho mai e dico mai fatto nulla per farli pubblicare, anzi li ho di proposito tenuti praticamente nascosti come un tesoro segreto.

Ci faccio caso ora al parallelismo tra Querce e i miei libri, inteso a quale “punto” simile si trovano, (incredibile la scrittura cosa tira appunto fuori, estrae dal profondo dinamiche di cui finché non scrivi non sei consapevole): ebbene, sia Querce sia i miei libri sono a quello stadio in cui sono appena usciti dalla mente umana, ma non ne vogliono ancora sapere di farsi davvero strada nel mondo, una sorta di limbo embrionale in cui i veri romantici capiscono che l’attesa della felicità è essa stessa la felicità, e che si vorrebbe prolungare il più possibile l’alba, lo sbocciare dell’amore, l’inizio di un progetto, lo start, l’idea vincente appena nata e ancora da sviluppare, la scintilla, l’asso nella manica, la gioventù accesa, lo slancio vitale. Quanto diventa poi, al confronto, noioso e prevedibile il progetto assestato rispetto al progetto da realizzare, il matrimonio noioso decennale rispetto al primo bacio e le farfalle nello stomaco dell’inizio, il libro ormai pubblicato rispetto al sogno da scrittore, Querce con un suo pubblico solido e ampio che funziona davvero? Vogliamo mettere la magia di Querce nascosto alla vigilia di Natale, con un bosco di Querce super lanciato nel 2026 con migliaia di like?

Oggi 24 Dicembre 2025 voglio lasciare tutto esattamente com’è, essere infantile e romantica con i miei 3 like, poi nel 2026 si vedrà: Querce ti amo come amo i libri e papà.

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Redazione

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Ultimi Commenti

  1. grazie Rosy,sei una lettrice veramente attenta e perspicace. complimenti....a nome di tutta la redazione di Querce.news