ARO Lecce 10 al collasso: diffida dei comuni di Taurisano e Presicce-Acquarica ad Ugento

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ARO Lecce 10 al collasso: diffida dei comuni di Taurisano e Presicce-Acquarica ad Ugento

di Alfredo Sanapo – – – –

Il sistema di gestione dei rifiuti nell’ARO Lecce 10 è in profonda sofferenza. Mentre il territorio ha affrontato un’estate da incubo, tra cassonetti stracolmi e un’immagine turistica compromessa, la macchina amministrativa preposta a risolvere l’emergenza è rimasta ferma. È questo il quadro allarmante emerso durante l’ultimo Consiglio comunale di Taurisano, dove il sindaco ha denunciato una situazione di stallo che ha impedito per mesi di affrontare i nodi cruciali del servizio di igiene urbana.

Sotto accusa è l’immobilismo dell’amministrazione capofila di Ugento, guidata da Salvatore Chiga, rea di non aver convocato l’assemblea dell’ARO nonostante le ripetute sollecitazioni giunte da Taurisano e Presicce-Acquarica. Una mancanza di coordinamento che ha trasformato problemi tecnici in vere e proprie emergenze sanitarie e di decoro urbano.

L’intervento del primo cittadino di Taurisano ha scoperchiato il vaso di Pandora delle inefficienze che paralizzano il sistema. Non si tratta solo di mancate riunioni, ma di un accumulo di questioni operative vitali lasciate in sospeso.

Ad esempio, manca una verifica reale sullo stato dell’Ufficio Unico dell’ARO. Non è chiaro quali risorse umane, finanziarie e professionali servano per farlo funzionare, né sono stati stabiliti criteri trasparenti per la scelta del personale tecnico e degli ausiliari necessari a garantire l’operatività. Senza la nomina del responsabile dell’Ufficio Unico, figura rimasta in sospeso per troppo tempo, ogni atto necessario a garantire un servizio efficiente di spazzamento, raccolta e trasporto rimane lettera morta.

Inoltre, la gestione degli appalti è resa ancor più precaria dalla sentenza della Cassazione che ha annullato il precedente contratto, imponendo un cambio di gestore in un contesto normativo complesso.

Senza contare il forte ritardo dell’ARO negli adempimenti contrattuali imposti dall’autorità nazionale (ARERA 385/2023), esponendo i comuni a rischi amministrativi e sanzioni.

Oltretutto, è ancora tutta da discutere l’eventuale modifica o riduzione del raggruppamento temporaneo di imprese che gestisce l’igiene urbana, così come l’aggiornamento della convenzione costitutiva dell’ARO ferma a una realtà amministrativa (pre-fusione Presicce-Acquarica) ormai superata.

La gravità di questo blocco burocratico si misura con i disagi vissuti dai cittadini. Mentre l’ARO non si riuniva, il sistema di raccolta andava in tilt proprio nel momento di massimo stress stagionale. Le marine invase dai rifiuti, i cattivi odori e le proteste di residenti e turisti sono la diretta conseguenza di un servizio privo di una regia funzionante. Una disfatta operativa che ha richiesto decisioni rapide e coordinamento, trovando invece solo silenzio istituzionale.

Solo di fronte a una diffida formale e alla minaccia di azioni legali, il Comune capofila poteva sbloccare la situazione di stallo. Perciò, l’assemblea convocata per venerdì 5 dicembre presso la sede decentrata di Ugento, non è stata una semplice riunione di routine, ma un tentativo in extremis di rimettere in moto un meccanismo inceppato.

Sul tavolo c’è il futuro della gestione rifiuti di un intero ambito territoriale: se non si risolveranno in fretta i nodi legati al personale, ai contratti e all’adeguamento normativo, il rischio è che l’emergenza diventi la normalità.

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Redazione

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  1. grazie Rosy,sei una lettrice veramente attenta e perspicace. complimenti....a nome di tutta la redazione di Querce.news